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Tema di Napoleone

 

Proseguendo nell'analisi astrologica mi rendo conto sempre più della difficoltà di esporre in breve il tema di Napoleone. Altri elementi e altre formulazioni sarebbero da tenere in considerazione, ma la necessaria sintesi non mi permette di dilungarmi più di tanto. Accontentiamoci, dunque, di verificare il suo tema osservando solamente qualche punto importante.

Congiunzione Sole-Mercurio dominante: “Questa “forma mentis” curiosa di tutto possiede delle facoltà preziose che gli danno la possibilità di comunicare liberamente,   su un piano d'eguaglianza, con i cervelli illustri della sua epoca” (Maximilien Vox), è spiegabile nell'unione dell'apertura intellettiva di Mercurio con la necessità di riconoscimento del Sole.

Complicata e problematica cooperazione!

Quadratura Mercurio-Giove-Urano dominante: secondo alcune considerazioni biografiche,  “Napoleone aveva talvolta dei cedimenti nella conversazione [Mercurio domina in questo caso Urano]: ma se l'interlocutore voleva prevalere con delle osservazioni o per avversare qualche suo principio, cambiava immediatamente tono, riprendeva tutto il suo ascendente e cercava di umiliarlo [Urano domina allora Mercurio] più che di combatterlo [Urano è “non-eE”, formula di Marte] (Chaptal).

Congiunzione Mercurio-Saturno (“t”) dominante:  “Io (...) medito molto. Se sembro sempre pronto a rispondere e a far fronte a tutto, è perché prima d' iniziare qualsiasi azione, ho meditato a lungo su ciò che potrebbe accadere

Non è un nume tutelare”, diceva,  che mi svela segretamente ciò che devo dire o fare in una data  circostanza, ma bensì è la mia riflessione,la mia ponderatezza”

Se con Mercurio si stabilisce un legame tra il conscio e l'inconscio, dando una certa libertà all'immaginazione, con Saturno l'inconscio va verso l'Universale.

Ecco spiegato il perché del piacere della ricerca, dell'approfondimento, delle interrogazioni, della speculazione intellettuale del livello “t”, quello dello spirito critico, della lucidità.

Il polo saturniano di Napoleone che regola lo slancio di Mercurio, appare con determinazione questa lettera che scrive a 29 anni (durata del ciclo di Saturno): “Ho bisogno di solitudine e d'isolamento (Saturno al suo perielio in Cancro dà la dimostrazione del distacco dal cerchio protettivo, dalle ricchezze accumulate), la grandezza  mi annoia (questo non durerà molto, con un livello “r” così potente alla nascita!), il sentimento è inaridito (il livello “e” è molto debole), la gloria è insapore, a 29 anni ho esaurito tutto. Non mi resta che diventare veramente egoista”.

Molé, il suo confidente elabora un ritratto impressionante del Napoleone saturniano: “... il grave turbamento che in lui domina, di cui l'entusiasmo instancabile è forse il tratto più notevole... meditabondo, immerso nella riflessione fino al punto di dimenticare il luogo in cui si trova e coloro che gli sono vicini, lo sguardo perduto e distratto... tutto ciò che lo fa apparire come un uomo che riflette intensamente sulla propria solitudine…

Rapporti costruttivi tra “r” (la volontà, l'autorità) ed  “E” (il realismo e il buon senso): “Nella  discussione portava una chiarezza, una precisione, una forza d'argomentazione tali e una quantità d'opinioni (“r”) che ci stupiva. Instancabile nei lavori, nelle risorse (“E”), collegava e coordinava [“r”], con una saggezza senza pari, i fatti (“E”) ed i vari pareri,(“R”) a un grande sistema d'amministrazione (“rE”, vale a dire la formula di Giove, importante dominante del tema)” (Chaptal).

Rapporti negativi tra “r” (l'autorità, la volontà) ed  “E” (realismo, buon senso): una volta la megalomania l'ha posseduto, il livello “r” del Sole-Giove-Urano ha occupato un posto disarmonico (Fase Paradossale) nei comportamenti e nella politica dell'Imperatore: “I commissari del Direttorio non hanno niente a che fare con la mia politica. Faccio quello che voglio (“r” schiacciante “E”). Che si interessano invece dell'amministrazione dei beni pubblici (“E”), il resto non li riguarda”.

Da parte sua, M. Vox nota che “una preoccupante attitudine a sottoporre i fatti immediati ("E") alla sua autorità (“r”), alla sua intelligenza, gli ha fatto perdere sempre più di vista quanto questi avevano d'incomprensibile”.

Congiunzione Sole-Mercurio-Saturno dominante (“R” e “t”): Bourienne, confidente di Napoleone durante la campagna d'Egitto, diceva: “Se il fermento del suo animo non trovava a sufficienza di che occuparsi in cose positive (“non-E”), ci compensava dando libero avvio alla fantasia (“t”), oppure ascoltando la conversazione d'uomini colti che facevano parte della spedizione (“R”) perché Bonaparte sapeva ascoltare (“R”) e non si annoiava mai.

Bonaparte, prima di tramutare i suoi entusiasmi negli eccessi uraniani (“r” della quarantina) aveva un merito piuttosto raro, pur avendo raggiunto un alto rango (“r”): non si vergognava del poco che sapeva…Faceva molte domande, chiedeva la definizione  precisa e il significato delle parole più utilizzate (“tR”); provocava la discussione (“R”) facendola durare finché la sua opinione non si era completamente formata (“r”)” (Chaptal).

Livello “e” (sensorialità) (Venere-Marte-Nettuno) molto debole: ricordiamo che con un livello “e” dominante, si reagisce col cuore, con l'anima, con gli affetti, le emozioni e i sentimenti. Niente di simile in Napoleone: secondo Chaptal, ex-ministro dell'Imperatore, “Napoleone portava in guerra una caratteristica tale d'insensibilità che, nelle fasi salienti della sua carriera è stata il suo  tratto dominante”. Riteneva giusto dire: “Le truppe sono fatte per farsi ammazzare”.

Il suo biografo J. Tulard osservava infine che “mai nessun rapporto (d'amore) - e furono numerosi - ebbe la minima incidenza sulla sua vita, furono considerati semplici “riposi del guerriero”. Napoleone stesso confidava: “Non ho mai amato di vero amore nessuno, tranne forse un po' Josephine e poi perché avevo 27 anni

Con la Luna dominante e dissonante: se dobbiamo dar credito alle biografie e alle testimonianze, Napoleone difficilmente viveva gli stati lunari (riposo, tranquillità serena, abbandono fiducioso, quiete quotidiana, gusto per l'armonia e la pace.

I suoi comportamenti erano sistematicamente anti-lunari, anche se poi nelle lettere ai familiari, Napoleone non smetteva mai di evocare tra due conquiste o due battaglie,  la necessità molto lunare di pace, d'anonimato e di tranquillità che l'ossessionava come se temesse di mutilare una parte essenziale di sé.

Costantemente teso verso il conseguimento d'obiettivi ambiziosi (“r”) non dimentichiamo che Bonaparte è anche il legislatore, l'autore del Codice  civile, l'uomo capace di impartire ordini e nuovi valori a una società post-rivoluzionaria già monarchico-feudale, o angosciato da pensieri cupi che ruminava (Mercurio-Saturno “t” opposti alla Luna). “Non vedo l'ora che la pace sia generale per potermi riposare e finalmente stare tranquillo”,  scriveva, sognando una vita quotidiana semplice e pacifica: ma osservava subito con lucidità: “ Vivo in uno stato d'agitazione continua, più mi preoccupo, più sono importante” (“t”) dissonante alla Luna spiega i suoi stati d'inquietudine, di ricerca ipotetica di quella quiete lunare resa impossibile in questo caso, dal difficile aspetto astrale di Mercurio-Saturno).

In questo caso si tratta di un'eclatante rimozione di una funzione planetaria da uno ad altri piani.

Un soggetto in cui la Luna è forte e dominante non ha difficoltà a correggersi interiormente, basta la regolazione dei suoi naturali ritmi biologici perché si senta bene, rilassato, sereno. per sentirsi bene, rilassato, sereno.

Ma niente di tutto questo avviene in Napoleone: “E' il prodigioso modo di essere degli uomini di' azione. Sono immersi interamente nell' attimo, nel momento stesso  in cui vivono, e la loro intelligenza si concentra su un punto (“r” dominante)... quindi manca loro una vita interiore [Luna repressa].

Questa manchevolezza è particolarmente percebile in Napoleone, che a dire il vero non ebbe mai un pensiero che non fosse d'azione e tutte le sue azioni furono grandi e di tutti. Napoleone è l'eroe perfetto (Anatole France), l'iper-rappresentatività di “r” contro l'anonimato lunare.

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Ed ora, ecco qualche cenno su Venere, suo pianeta “aveugle” che in quest'analisi astro-condizionalista ci parla, ed a ragione, d'amori tormentati, focosi, ingannevoli ed arrendevoli, amori patetici attesi e temuti., pronti a provocare in lui un richiamo immediato.

Venere fa emergere nel suo Io, immagini di desideri, di ricerche sessuali e anche di erotiche sensazioni preannunciando nei suoi lancinanti rapporti con la Luna e con Plutone attrazioni conflittuali e implicazioni amorose che proprio nei giochi della seduzione gli creeranno non pochi dubbi e dilemmi.

E' questa Venere che definisce l'attaccamento alla forma, al concreto, che acutizza i suoi desideri mentre proprio il palese richiamo a Plutone, presenza astrale che va al di là dell'umano perché è il lontano, l'informale, lo spinge sempre più verso l'ombra.

E' la forte dissonanza con la funzione plutoniana che ne manipola con la Luna, la tenerezza e lo charme, che evidenzia nelle sue esperienze sensoriali un pulsare di forze che vibrano al di fuori e dentro di lui, permettendoci di conoscere e prendere in considerazione i suoi interrogativi amorosi. vedendo nelle loro implicazioni i veri motivi delle sue emozioni che, nei difficili giochi della seduzione in lui si palesano con dubbi e incertezze.

E' approfondendo l'analisi delle formule condizionaliste che ritroviamo in Napoleone, spesso prigioniero di bramosie capricciose e tiranniche, anche quel desiderio inconscio di purificazione instillato in lui proprio da Venere.

Nell'esilio, tra illusioni, rassegnazione e tormenti, Napoleone fa scorrere i giorni della sua prigionia e nella profondità del suo essere, in silenzio, quando il respiro del vento diventa più opprimente, vive la nostalgia dei ricordi e la sofferenza della malattia. Il tempo, questo lento divoratore è il suo supplizio.

Ed è proprio nella prigionia, nell'oblio, nella solitudine e nella malinconia che preclude alla sua fine, ancor oggi misteriosa, che egli invoca e attende, che le potenzialità planetarie, mettono in onda confronti non solo oggettivi, ma legano il suo nome all'Immortalità ed il suo spirito all'Universale.

Una cosa in ogni modo è certa, la storia di Napoleone, personaggio che affascina, irrita, soggioga, che in breve non lascia nessuno indifferente, vista attraverso le sottigliezze interpretative astro-condizionaliste, può mostrarci come sia possibile seguirlo non solo attraverso la sua vita privata, le sue imprese militari, il suo mito, ma far rivivere in figure significative anche quei superiori principi dove la dimensione della trascendenza è posta al centro dell'esistenza umana

Di Napoleone ne hanno parlato in tanti, la sua figura ha stimolato l'ispirazione di poeti e romanzieri. La cultura letteraria e filosofica degli ultimi due secoli gli ha dedicato numerose pagine, musicisti e compositori, artisti e pittori lo hanno esaltano in ritratti, dipinti, statue ed in oggetti di varia natura.

Grandi registi e attori famosi si sono cimentati con le sue gesta e molti evidenziando acutamente le sue imprese militari e politiche tra indicazioni e indiscrezioni, tra lusinghe e falsità, rispondendo anche a curiosi questionari, hanno emesso giudizi, tracciato un profilo mistico dell'Imperatore, c'è perfino chi va alla ricerca della sua anima…

Da parte mia, dopo aver evidenziato seppur in breve alcuni tratti della sua personalità segnata dalle contraddizioni più assolute, pur continuando a riflettere e ad interrogarmi spesso sullo spessore morale della sua indiscutibile “grandezza”, alcune date importanti del suo dramma.

 


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